La ricerca, realizzata dalla Fondazione Getúlio Vargas, sostiene che il volume totale ha raggiunto i 38 miliardi di dollari nel 2009, con 38 fondi di investimento analizzati dall’istituzione.
Secondo Sideny Chamed, presidente della ABVCAP, recenti ricerche collocano il Brasile al secondo posto nelle preferenze degli investitori internazionali. Il clima di ottimismo non ha risentito dei margini ridotti a causa della crisi del 2008 per le operazioni di apertura di capitale.
Per John Lin, socio-direttore di Fama Private Equity i gestori continuano nella ricerca di opportunità. La diminuzione di imprese che hanno presentato, a inizio anno, delle IPO (Offerta Pubblica Iniziale), non significa, secondo Lin, che lo scenario sia peggiorato. Egli calcola che nel paese ci siano circa 25.000 imprese di media grandezza, e di queste, circa 5/6 mila sono nel radar degli investitori. A parte l’asse Rio de Janeiro - San Paolo, le migliori opportunità di investimento si troverebbero in Minas Gerais, negli Stati del Centro-Ovest e del Nordest. Le buone prospettive per i settori dell' energia, consumo, biotecnologia, agricoltura e infrastruttura, continuano ad animare e ad attrarre investitori.
La Coppa del Mondo del 2014 e i Giochi Olimpici del 2016 faranno la loro parte nell’attrazione di fondi. Le cifre diventano miliardarie se, agli eventi sportivi, si aggiungono le possibilità derivanti dallo sfruttamento del pré-sal (i nuovi giacimenti petroliferi). Lin sottolinea che il mercato è in fermento in forma generalizzata, ma l’importante è verificare che l’utilizzazione della capacità industriale è tornata ai livelli pre-crisi, il che indica la necessità di grandi investimenti per evitare strozzamenti in diversi settori dell’economia.
Per Riccardo Anhesini, a capo dei Financial Services della KPMG in Brasile, le oscillazioni nei mercati dell’Europa e degli USA hanno contribuito a far sì che gli investitori stranieri si rivolgessero al Brasile. Gli investitori sono ancora piuttosto riluttanti riguardo alle economie dei paesi occidentali e intravedono in questo tipo di investimento delle strategie consistenti per le strutture di cui il Brasile avrà bisogno nel futuro.
Vi sono opportunità anche nel segmento dei consumi, secondo Luis Antonio Fernandes, professore di finanza alla Facoltà Rio Branco, il quale ritiene che i generi alimentari, i ristoranti, i farmaci e persino il settore dell’agricoltura siano forti candidati a ricevere questo tipo di investimento. L’apporto di risorse sarà essenziale per la crescita di questi settori, ma, fa osservare Anhesini, l’infrastruttura sarà la spina dorsale degli investimenti, da cui dipenderà tutto il resto.
Ci saranno opportunità nel settore immobiliare, nell’agrobusiness, nell’energia, nel petrolio e gas, per persuadere le imprese dell’indotto che nascerà dal pré-sal. La nuova realtà della crescita economica del paese non deve venir meno in tempi brevi, neanche con le stesse elezioni, che, in passato, provocavano un certo sconquasso. Le preoccupazioni si concentrano nelle norme regolamentarie che hanno ancora bisogno di essere ridefinite.