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Come un enorme triangolo, con il vertice rivolto verso il polo sud e la base orientata verso l’equatore, il Brasile è composto da 26 Stati, oltre al Distretto Federale, dove é situata la capitale nazionale, Brasilia, e che sono raggruppati in 5 Regioni. É anche il maggior paese dell’America Latina e il quinto del mondo per superficie. L’occupazione del suo territorio è avvenuta dalla costa verso l’interno: questo ha prodotto diverse distorsioni che sono peggiorate con il processo d’industrializzazione, iniziato negli anni 30.
Prodotto Nazionale Lordo: 1.269 trilione $ (10° posto nella classifica mondiale). Punti di forza: l'industria locale è ben sviluppata e assicura al paese una posizione dominante nella regione. Immense le risorse agricole e zootecniche (caffè, cacao, soia, mais, canna da zucchero, bovini). Ampi giacimenti d'oro, d'argento e di ferro. È uno dei più importanti produttori di acciaio e petrolio. Le dissestate finanze regionali rischiano di mettere a repentaglio la stabilità economica. Gli investimenti esteri sono frenati dalle imposte sulle attività economiche e dalla corruzione. La vulnerabilità dell'economia è causata dalle fluttuazione dei prezzi delle materie prime. Nel periodo 2003-2006 Il Brasile ha avuto una crescita economica del 3,3%, in confronto ad una media per i paesi sviluppati del 7,3%. Il trasporto via mare è strategico ma molti scali sono strutturalmente arretrati. Le strade ed i quartieri residenziali delle grandi città sono abnormemente sviluppati in rapporto alle esigenze funzionali collettive. San Paolo del Brasile, la più grande città brasiliana.Gli interventi pubblici sono stati sovrabbondanti per ispirazione grandiosa ma hanno avuto poca sintonia con le possibilità di sviluppo. Il paese è profondamente urbanizzato ma il costo del lavoro è alto. La lunga abitudine alla burocrazia ed al gravoso prelievo fiscale non è stata efficacemente contrastata dal governo riformatore di Lula da Silva, al potere dal 2002. Il nuovo corso si è sostanzialmente saldato a quello del vecchio apparato di potere. I programmi non si sono aggiornati alle esigenze di mercato: in Brasile l'autorità centrale interviene sempre con iniziative di programma unilaterale. Tuttavia le grandi possibilità nelle forniture di biocombustibili, soia e minerali mantengono alto l'interesse per il paese. Nel 2006 gli investimenti sono cresciuti del 7% ed i salari del 8%. Gli ostacoli alla liberalizzazione dell'economia continuano ad essere forti in un contesto internazionale favorevole ad eliminarli. Dal 2006 l'economia ha ripreso a crescere a un vigore superiore (nel 2006 l'economia è cresciuta del 3,8% e nel 2007 del 5,4%) anche grazie al nuovo progetto di accelerazione della crescita economica, il PAC. Risorse Produzione di energia elettrica: 59.000.000 kWh. Pesca: 850.000 tonnellate. Petrolio: 1.840.000 b/g. Allevamento: pecore 18,3 milioni, capre 12,6 milioni, bovini 183 milioni, suini 31,4 milioni. Minerali: ferro, manganese, carbone, bauxite, nichel, petrolio, stagno, argento, diamanti, oro. Agricoltura Da sola produce il 10 per cento del reddito brasiliano, ed occupa soprattutto i territori pianeggianti della costa atlantica. Le coltivazioni principali sono il caffè, di cui è primo esportatore al mondo, la soia (secondo dopo gli Stati Uniti) e il frumento (specie nel Sud), ma anche riso, mais, canna da zucchero e cacao. La produzione è in prevalenza rivolta all'esportazione, e ciò obbliga il paese a importare derrate alimentari per far fronte al fabbisogno alimentare interno. L'agricoltura del Brasile presenta ancora strutture perlopiù di tipo coloniale: l'1% dei proprietari possiede il 40% dei terreni coltivabili, organizzati in grandi proprietà fondiarie in cui si pratica per lo più l'allevamento estensivo, oppure aziende capitalistiche dedite all'agricoltura di piantagione. Esistono anche i minifundos, piccole proprietà gestite da agricoltori più poveri e coltivate a mais, riso, manioca e frumento. Allevamento Il 22% del suolo è utilizzato dalle grandi proprietà per l'allevamento. Nell'allevamento, prevalgono i bovini, quindi seguono suini, ovini e caprini. Risorse minerarie Il sottosuolo è ricco. Il Brasile fornisce il 30% delle esportazioni mondiali di ferro. Inoltre è ricco di manganese, di zinco, oro, stagno, pietre preziose e carbone. Industria Belo Horizonte, capoluogo dello stato del Minas Gerais.In Brasile l'industria si è sviluppata solo dalla seconda metà del XX secolo. Tuttavia la sua crescita è stata rapida, e le produzioni si sono molto diversificate. Sostenuta anche da capitali stranieri e presente soprattutto a San Paolo e Belo Horizonte, vede la prevalenza dei settori metallurgico, chimico, tessile, alimentare e dei più recenti comparti meccanico (automobili, aerospazio) ed elettronico (radiotecnica, microelettronica). Trasporti Reti autostradali: 5.000 km. Reti stradali: 224.397 km. Reti ferroviarie: 30.379km. Reti navigabili interne: 50.000 km. Nelle regioni costiere la rete stradale è efficiente, mentre non lo è nell'interno. Il traffico ferroviario non è di rilevante importanza, mentre sta cominciando ad attivarsi quello aereo. Turismo Un visitatore all'anno per ogni 55 abitanti. Spiaggia in Recife, nella regione Nordeste.Paesi di provenienza: Argentina 43%, Uruguay 9%, USA 9%, Paraguay 5%, Germania 5%, altri 30% Principali poli turistici: Rio de Janeiro, San Paolo, Bahia, Foz do Iguaçu, Regione Amazzonica, Minas Gerais, Recife, Fortaleza, Natal, Pantanal. Parchi nazionali: Cascate di Iguazu, Lençois Maranhenses, Chapada Diamantina, Parco Marino Fernando de Noronha, Itatiaia, Jericoacoara, Monte Pascoal, Monte Roraima, Pau Brasil, Tijuca, Serra dos Órgãos, Sete Cidades, Serra da Canasta, Ubajara, Pico da Neblina. Esportazioni USA 17.8%, Argentina 8.5%, Cina 6.1%, Olanda 4.2%, Germania 4.1% (2006)[24]. Importazioni USA 16.2%, Argentina 8.8%, Cina 8.7%, Germania 7.1%, Nigeria 4.3%, Giappone 4.2% (2006)[24]. Povertà Una favela in Rio de Janeiro.29,3% dei brasiliani vivono sotto la linea di povertà. La popolazione povera vive, soprattutto, nelle favelas delle grandi città e nelle regioni più povere del Brasile (il Nord e il Nord-est). Il Brasile è un paese di contrasti tra ricchi e poveri. Molte città nelle regioni Sud e Sud-est hanno un grande sviluppo sociale. Per esempio, la città di São Caetano, nello stato di San Paolo, ha un Indice di sviluppo umano di 0,919, superiore a quello di Portogallo (0.897); di contro, la città di Manari, nello stato di Maranhão, ha un ISU di 0,467, lo stesso della Tanzania, nell'Africa. Ci sono anche differenze razziali: i brasiliani di origine europea o asiatica sono più ricchi che i brasiliani di origine africana. Un brasiliano nero guadagna la metà della retribuzione di un bianco. [27] I neri ed i meticci sono 65% della popolazione povera ed i bianchi 36%. Fonte: www.wikipedia.it |