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La Grecia potrebbe risparmiare miliardi di euro da qui al 2050 catturando e immagazinando i gas-serra prodotti dalla propria economia dipendente ancora in larga parte dal carbone, evitando così un aumento delle multe per le emissioni di CO2. Ad affermarlo è il gruppo ambientalista norvegese Bellona, che ha recentemente sottolineato come la Grecia abbia un buon potenziale di immagazzinamento per i gas serra, ad esempio nei pozzi petroliferi esauriti nel mar Egeo.

Bellona stima che la Grecia potrebbe spendere circa 50,6 miliardi di euro per catturare e stoccare 28,7 milioni di tonnellate di biossido di carbonio l´anno fino al 2050, pari a circa metà delle proprie emissioni complessive; per contro, il mancato ricorso a tali tecnologie potrebbe costare alla Grecia circa 16 miliardi di euro in più, ovvero circa 66,3 miliardi di euro per il pagamento delle multe connesse alle emissioni nell´atmosfera.

Lo scenario delineato assume che il costo delle emissioni di CO2, il principale dei gas serra, crescerà dai circa 50 euro a tonnellata previsti per il 2030 ai 90 del 2050, nell´ambito di una lotta sempre più serrata al riscaldamento globale.
Il prezzo delle emissioni nel mercato UE è attualmente di circa 14 euro a tonnellata. Le stime di Bellona relative al 2050 sono comunque più basse rispetto a quelle effettuate da UBS, Barclays o dal Governo britannico che prevede che già nel 2030 le emissioni arriveranno a costare circa 108,8 dollari a tonnellata.

Le Nazioni Unite hanno sottolineato come, nella lotta ai cambiamenti climatici, la cattura e l´immagazzinamento dei gas serra possano offrire un contributo comparabile a quello dell´utilizzo delle energie rinnovabili. Eivind Hoff, direttore di Bellona Europa, prevede che i Fondi UE saranno disponibili peer la Grecia nonostante i tagli dovuti all´austerity; tassazione e tariffe incoraggeranno un ulteriore ricorso alla raccolta e stoccaggio dei gas.

Tra le altre opzioni, vi è quella di usare le cisterne attualmente adibite al trasporto del gas naturale liquefatto da Egitto e Algeria, che effettuano il viaggio di ritorno vuote, per trasportare i gas e immagazinarli in siti realizzati in quelle nazioni: un´opportunità della quale oltretutto beneficerebbe anche il settore navale ellenico.



Marcello Berlich

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