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Sulla riconversione dello zuccherificio ex Sadam-Eridania di castelfiorentino in una grande centrale a biomasse, in cui l’ipotesi iniziale prevedeva due linee di produzione, una a olio vegetale di palma e l´altra a biomasse da coltivazioni locali di pioppi e canne, l’assessore regionale all’ambiente Marino Artusa ha ribadito che «è escluso che la Toscana possa accettare impianti che utilizzino olio di palma, e questa vale sia a Castiglion Fiorentino che in tutto il territorio regionale. La nostra regione non sarà mai corresponsabile della deforestazione di uno degli ultimi santuari della biodiversità come le foreste del Borneo. Per produrre olio di palma si stanno distruggendo le foreste equatoriali: una vera assurdità ed un crimine ambientale».

Parole che non ammettono dubbi, e che Artusa ha ripetuto nel corso dell’incontro organizzato da due comitati di cittadini del territorio aretino, uno per la difesa della Valdichiana e l’altro per la protezione del Pratomagno, «La Regione Toscana – ha sottolineato l’assessore Artusa - difende l’ambiente non solo a casa propria, ma anche nel resto del mondo. E ci stanno a cuore le sorti del Borneo, così come il rispetto dei criteri di compatibilità e sostenibilità per quanto riguarda l’alimentazione a biomasse della centrale».
Il comitato per la difesa della Valdichiana ha sollecitato attenzione per l´impatto sulla salute degli abitanti, e per il rischio di stravolgimento del paesaggio, nel caso di una trasformazione in monocultura dei territori interessati. Artusa ha segnalato «il positivo ruolo svolto dal Comune che ha chiesto ed ottenuto di sottoporre il progetto alla valutazione di impatto ambientale, che analizzerà tutti gli aspetti connessi alla sostenibilità ambientale, sanitaria, sociale ed economica del progetto stesso. Sarà anche necessario trovare un rapporto equilibrato con le colture tradizionali su un territorio sempre più vocato all’agriturismo e alla produzione di qualità e di prodotti tipici, nonchè con il paesaggio, e puntare a ricadute positive sulle popolazioni locali, in particolare lungo tutta la filiera agricola».
In merito alle preoccupazioni espresse dal comitato per la protezione del Pratomagno (Castiglion Fibocchi) su un progetto di grande parco eolico con 21 aerogeneratori di 94 metri l´uno, Artusa ha assicurato che lavorerà a vari livelli sul Piano di indirizzo energetico regionale ai fini dell´adozione delle linee guida per l´energia e la progettazione dei parchi eolici. «Le linee di indirizzo – ha proseguito l’assessore - si rivelano ogni giorno più necessarie, considerando l’esplosione sul territorio di richieste di parchi eolici. In parallelo all’elaborazione del Pier è in corso un lavoro che mette insieme, sovrapponendole, le carte del vento e quelle delle aree protette o di pregio paesaggistico, come previsto dalle norme nazionali. In tal modo saranno individuate le aree in cui l’eolico non si potrà fare. Ma dove è possibile l’eolico si dovrà fare, ovviamente consultando i cittadini, e agevolando il percorso amministrativo in primo luogo per il mini-eolico. Per i grandi impianti è invece prevista la valutazione di impatto ambientale».

fonte:greenreport.it

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