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Il Presidente del Consiglio ha emanato una circolare (file in formato .pdf) contenente le indicazioni operative per fronteggiare eventuali crisi idriche.
Dalla ''Nota sull'evolversi della situazione idrologica in Italia ai fini della prevenzione delle crisi idriche - aggiornata al 28 febbraio 2007'' (file in formato .pdf) del Dipartimento della Protezione Civile emerge infatti che il deficit idrologico complessivo (settembre 2006 - febbraio 2007 ad oggi) si attesta su valori mediamente dal 20 al 40% inferiori ai valori medi del periodo, ma con estese aree del versante orientale settentrionale e centrale che registrano punte di deficit fino al 50-60%, con l'eccezione significativa della Sicilia in cui gli scarti di precipitazione cumulata sono complessivamente positivi.
Sulla base del confronto dei dati idropluviometrici e di disponibilità idrica con gli anni precedenti, si ritiene quindi molto probabile che l'inizio della stagione irrigua (ultima decade di maggio – prima decade di giugno) caratterizzata da una notevole richiesta di risorsa, possa essere associata a situazioni di criticità.
La circolare del Presidente del Consiglio punta dunque a predisporre una serie di interventi preventivi per cercare di organizzare le risorse a disposizione: da un lato rafforzare i sistemi di previsione, di monitoraggio e di preannuncio, dall'altro, garantire gli indispensabili interventi di prevenzione, contrasto e mitigazione sia delle crisi che dei conseguenti disagi ed effetti dannosi per le popolazioni coinvolte.
Le crisi idriche che hanno interessato il territorio nazionale sono state spesso originate non solo da pronunciati deficit pluviometrici ma, ancor di più, da una gestione irrazionale, inadeguata e conflittuale dell’utilizzo della risorsa, in assenza di un efficace pianificazione dei prelievi e degli usi.
E' quindi indispensabile che alle attività di previsione, monitoraggio e preannuncio siano affiancate incisive ed efficaci azioni di prevenzione, contrasto e mitigazione che, se pianificate per tempo, possono ridurre in modo significativo i possibili effetti delle eventuali crisi idriche sulla popolazione, sulle colture agricole e sul sistema produttivo.

fonte: governo.it

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